OZZY OSBOURNE, Blizzard Of Oz (1980)

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Narra la leggenda che un giorno, nella camera d’hotel dove viveva trangugiando tonnellate d’alcol, si presentò a Ozzy un giovane chitarrista, per un’audizione. Quando lo sentì suonare, il cantante si mise a piangere per la felicità: aveva trovato il suo chitarrista. Quel ragazzo si chiamava Randy Rhodes, un vero talento della sei corde, oltre ad essere un musicista con una preparazione musicale coi controcazzi.

Detto che passo delle ore a chiedermi se preferisco Rhodes a Van Halen (per restare nel genere dell’axeman funambolico), occorre ammettere che il disco d’esordio di Osbourne come solista è molto godibile. I pezzi sono tutti ormai classici dell’heavy metal e hanno quell’alone di “storicità” a livello di sound che non mi dispiace affatto.

Anni dopo Ozzy si è messo a fare la star del proprio reality show televisivo, ma questa, come s’usa dire, è un’altra storia (che con la musica c’entra ben poco )…

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